Da dove vengono e che mare fanno
Su questo sito il vento non è indicato solo in gradi, ma con il nome che gli si dà per mare. Non è folklore: sapere che soffia libeccio invece di scirocco dice subito che mare troverai e se vale la pena uscire, cosa che un numero da solo non fa.
Da sud-ovest. È il più importante della costa ligure. Ha davanti tutto il bacino fra le Baleari e la Corsica per costruire onda lunga, e arriva sulla riviera senza ostacoli.
Produce le mareggiate vere, quelle con onda ordinata e periodo lungo. Colpisce in pieno tutta la costa da Ventimiglia a Savona, e la baia di Levanto nel levante. Chiude la pesca mentre soffia e la apre il giorno dopo, in scaduta.
Da sud-est. Caldo e umido, viene dal Nord Africa e porta foschia, a volte sabbia. Il mare che genera è più corto e disordinato di quello del libeccio, meno bello da vedere e più fastidioso da pescare.
La sua caratteristica è un'altra: accumula acqua contro la costa. In fondo ai golfi il livello può salire di trenta o quaranta centimetri, molto più della marea astronomica. Colpisce soprattutto la costa che guarda a levante, da Varazze a Genova.
Da nord. In Liguria scende dai monti verso il mare, quindi soffia da terra. Anche quando è tesa, il mare sotto costa resta piatto, perché il vento non ha spazio per costruire onda.
Porta aria fredda e secca, cielo terso e acqua limpidissima. È la condizione ideale per l'eging ai calamari e per la pesca a fondo; è la peggiore per la spigola, che con l'acqua trasparente non si avvicina.
Da nord-ovest. Scende dalla valle del Rodano e attraversa il Golfo del Leone. Sul ponente ligure arriva teso e raffica, mentre sotto costa a levante si sente meno.
Al largo può essere impegnativo anche quando da riva sembra gestibile: è il vento che sorprende chi esce in barca guardando solo il mare davanti al porto.
Freddo e secco. In Liguria è poco frequente sotto costa, perché i monti lo deviano. Quando arriva porta giornate limpide e mare corto.
Umido, spesso associato a pioggia persistente. Sul levante ligure costruisce mare lungo, e nel Golfo del Tigullio è il vento che rovina le giornate apparentemente buone.
Raro allo stato puro. Quando soffia è caldo e umido, e il mare che genera assomiglia a quello dello scirocco.
Nel Golfo di Genova può essere teso e insistente. Non costruisce le onde del libeccio, ma un mare corto e ripido che rende difficile la pesca da riva.
Fra i 5 e i 18 chilometri orari il vento aiuta: increspa la superficie, riduce la diffidenza del pesce e muove il plancton. Fra i 18 e i 28 si pesca ancora, scegliendo il lato riparato.
Oltre i 35 il problema non è il pesce ma tu: la lenza non affonda dove vuoi, l'esca non lavora e l'artificiale non ha azione. Oltre i 40, con mare formato, sulle scogliere esposte non si va.
Da sud-ovest. In Liguria è il vento che forma le mareggiate: ha davanti tutto il bacino fra le Baleari e la Corsica per costruire onda lunga, e arriva sulla costa senza ostacoli. È responsabile della maggioranza delle mareggiate della riviera di ponente.
Da nord. In Liguria scende dai monti verso il mare, quindi soffia da terra: appiattisce la superficie, schiarisce l'acqua e porta cielo terso e aria secca. Con tramontana il mare resta praticabile anche quando è teso, ed è la condizione ideale per l'eging e per la pesca a fondo.
Viene da sud-est, caldo e umido dal Nord Africa. Sulla costa ligure accumula acqua contro la riva, alzando il livello anche di trenta o quaranta centimetri, e porta foschia. Il mare che genera è più corto e disordinato di quello del libeccio.
Dipende dalla tecnica. Per la pesca a fondo e per l'eging la tramontana, che spiana il mare. Per lo spinning alla spigola il libeccio in scaduta. In generale una brezza fra i 5 e i 18 chilometri orari aiuta quasi sempre, perché increspa la superficie e riduce la diffidenza del pesce.
Sono i nomi della rosa dei venti mediterranea, fissati dai naviganti secondo la direzione di provenienza rispetto al centro del Mediterraneo. Grecale viene dalla Grecia, Levante da dove sorge il sole, Libeccio dalla Libia, Maestrale dalla direzione di Roma maestra. Sono ancora oggi il modo in cui chi va per mare descrive il tempo.